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EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)
EMDR, Isabel Fernandez
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EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)

L’esposizione ad eventi stressanti riveste un ruolo fondamentale nell’esordio di numerose psicopatologie,
soprattutto se sono presenti fattori psicosociali e di vulnerabilità genetica, come sostiene la teoria dell’origine
multifattoriale dei disturbi mentali. l’EMDR è un trattamento evidence- based riconosciuto dal’APA e
dall’OMS come uno dei modelli più efficaci nell’elaborazione degli eventi traumatici.
Nasce nel 1987 a seguito della scoperta degli effetti dei movimenti oculari spontanei (Francine Shapiro).
Negli ultimi 25 anni, l’EMDR è diventato un approccio alla psicoterapia oggetto di approfondite ed estese ricerche che ne hanno
dimostrato l’efficacia nel trattamento del trauma.

Consiste in una metodologia complessa, applicabile ad una vasta gamma di disturbi.
Distinguiamo tra traumi “T” e traumi “t”. Si intendono traumi t gli eventi relazionali che non rappresentano una minaccia all’integrità fisica (gravi lesioni, torture, violenza sessuale)
propria o delle persone care, bensì una minaccia alla rappresentazione del sé.
Risultano altamente disturbanti e sono spesso ripetuti e imprevedibili rispetto a tempi e conseguenze.
Questi eventi sembrano particolarmente presenti durante lo sviluppo, fase in cui prendono la forma di trascuratezza, ostilità, impotenza, violenza assistita, assenza, imprevedibilità e ambiguità nelle risposte, disregolazione emotiva, abuso emotivo, violenza fisica e/o emotiva da parte dei caregivers (Zaccagnino,2019).
I Traumi con la T sono quelli che includono disastri naturali (es. terremoti, inondazioni)
o disastri provocati dall’uomo (incidenti, violenze, abusi) che le persone hanno subìto oppure cui abbiano
assistito.

Dopo il lavoro con l’EMDR i pazienti ricordano ancora l’evento o l’esperienza ma sentono che fa parte del passato ed il contenuto è integrato in una prospettiva più funzionale. Traumi o perdite non risolti possono inibire la normale elaborazione dei ricordi interferendo con i meccanismi di registrazione e immagazzinamento delle informazioni.
A volte, il ricordo della situazione traumatizzante o stressante rimane immagazzinato nel cervello così come è stato vissuto; in questi casi si continua a provare rabbia, rancore, dolore o altre emozioni riguardo a  venti accaduti anche molti anni prima: il tempo non sempre riesce a guarire tutte le ferite. L’EMDR stimola e riattiva le capacità innate di elaborazione dell’informazione, così da attenuare la carica emotiva negativa di esperienze che possono essere traumatiche per il soggetto e utilizzare l’esperienza in modo costruttivo.
Tale meccanismo lo chiamiamo “risoluzione adattiva” e contribuisce a quella che in letteratura viene chiamata “crescita post traumatica”.
Senza la capacità di rielaborare eventi dolorosi e traumatici non c’è salute mentale. (Isabel Fernandez,2012).

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Protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction)
Jon Kabat-Zinn, MBSR, Mindfulness
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Protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction)

Nel 1977 Jon Kabat-Zinn iniziò a sviluppare il primo programma basato sulla Mindfulness per la gestione dello stress nell’assistenza sanitaria.
Jon Kabat-Zinn è nato a New York nel 1944. Suo padre immunologo e sua madre pittrice gli hanno garantito di crescere in un ambiente scientificamente stimolante.
Jon Kabat-Zinn si è laureato all’Haverford College e ha conseguito il Ph.D. in biologia molecolare nel 1971.
Il suo lavoro ha generato una nuova pedagogia secolare e tradizionale per la formazione della meditazione Mindfulness, con un pacchetto di pratiche (ad esempio, scansione del corpo, respirazione consapevole, meditazione seduta, consapevolezza informale) raggruppato in un programma di otto settimane (MBSR) progettato per coltivare un’attenzione consapevole nella vita quotidiana, aiutando così i pazienti a far fronte a stress, dolore e altre condizioni croniche.

La caratteristica fondamentale degli esercizi di meditazione basati sulla Mindfulness è la vigile consapevolezza del momento presente, momento dopo momento, di ciò che entra nel campo della consapevolezza, senza lasciarsi andare in ragionamenti, giudizi, tentativi di spiegazione.
Senza respingere, ma allo stesso tempo senza essere catturati.

“I livelli di stress delle persone oggi, confrontati con quelli di vent’anni fa, sono semplicemente moltiplicati. Oltre alle tradizionali fonti di stress (lavoro, persone, malattie, ruoli da ricoprire, eventi del mondo…), con l’era digitale abbiamo introdotto fonti di stress interamente nuove nella nostra vita: lo stress dell’information processing e della velocità a cui viaggia il mondo. Abbiamo reso sempre più sfumata la distinzione fra la vita lavorativa e quella domestica, fra la settimana lavorativa e il weekend, fra il giorno lavorativo e la notte. Si può quindi arrivare al punto in cui si è sempre al telefono, sempre a leggere e inviare e-mail, il punto in cui si sta sempre reagendo a qualche stimolo e tutto il tempo è dedicato al fare e non all’essere. Il punto in cui siamo sempre di corsa e diventiamo isolati, non solo rispetto agli altri, ma anche rispetto a noi stessi, alla dimensione corporea”. (J.Kabat Zinn,1989).

L’adozione e gli adattamenti dell’ MBSR in ambito clinico sono basati sulla ricerca che ne ha verificato l’efficacia: questo processo ha legittimato il programma MBSR determinandone l’ingresso nel contesto dell’assistenza sanitaria.

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Parent training cognitivo-comportamentale
parent training
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Parent training cognitivo-comportamentale

Il parent training (PT) consiste in una tecnica di intervento che lo scopo di coinvolgere i genitori nel processo educativo, riabilitativo e psicoterapeutico, attraverso l’insegnamento delle abilità necessarie per contrastare situazioni familiari problematiche e l’acquisizione di un atteggiamento costruttivo, orientato al problem solving.

Le precoci relazioni con le figure di attaccamento possono cambiare la struttura neuroanatomica coinvolta nel funzionamento del sistema di attaccamento e influenzare le competenze cognitive, emotive e metacognitive della persona (Farina, Liotti, Imperatori, 2019).

I genitori hanno il diritto di scegliere per il figlio un tipo di intervento psicologico che gli consenta di affrontare le sue difficoltà in modo rapido ed efficace.
Il lavoro del PT si basa sul metodo cognitivo-comportamentale, un metodo molto efficace per aiutare le persone ad affrontare i loro problemi emotivi e comportamentali.
Ha il suo fondamento sull’idea che quello che sentiamo e quello che facciamo è influenzato dal nostro modo di pensare.
Emozioni controproducenti, quali paura, ansia, rabbia, depressione, vengono mantenute perché sono alimentate da pensieri negativi e dannosi.
Si tratta di un approccio pratico e coinvolgente, basato su evidenze scientifiche, che insegnerà a vostro figlio come superare le proprie difficoltà.
Come sostengono diversi autori (Braswell) vi sono molteplici ragioni che rendono importante il coinvolgimento dei genitori nel percorso terapeutico.
In alcune situazioni, i pensieri, i comportamenti e le aspettative dei genitori possono essere la fonte delle difficoltà del bambino e della sua famiglia.
In altre circostanze, un genitore può non essere causa dei problemi del figlio, ma può involontariamente contribuire all’ esacerbazione del disturbo mediante scelte educative errate, che diventano fattore di mantenimento. In altri casi ancora il comportamento dei genitori diventa il più importante metodo di trattamento del disturbo del figlio, pur non essendo i genitori né causa, né fattore di mantenimento.
Con il terapeuta si creerà un’alleanza terapeutica che farà sentire i genitori parte di una equipe di lavoro che si adopera in modo collaborativo per migliorare la situazione familiare.
(F. Baldini; M. Di Pietro, E. Bassi, 2003).

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Compagno Adulto – Servizio Psico Educativo
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Compagno Adulto

Servizio Psico Educativo

Il Compagno Adulto è una figura professionale che esercita la sua prestazione nell’ambito di progetti psicoeducativi pensati per l’adolescenza e per l’età giovane-adulta nel contesto domiciliare.

Si tratta di un operatore formato nell’ambito psico-pedagogico (può essere un educatore professionale, un terapista occupazionale, un tecnico della riabilitazione psichiatrica e/o uno psicologo), che collabora nella equipe riabilitativa multidisciplinare che ha in carico la persona, per il raggiungimento di una buona qualità della vita attraverso il piano inserimento nel proprio contesto sociale e una sana cura di sé.

Il ruolo del “Compagno Adulto” è di accompagnare l’adolescente e/o il giovane-adulto nelle attività di vita quotidiana, all’interno dei suoi spazi (studio, gioco, attività sportiva, svago, contatti sociali, abilità domestiche, ecc.), condividendo esperienze concrete della vita della persona e che spesso costituiscono elementi di difficoltà.

Qual è l’obiettivo?

L’obiettivo del Compagno Adulto è di affiancare e sostenere la persona nei suoi compiti evolutivi per permettergli di usare al meglio le proprie risorse personali e quelle dei diversi contesti ambientali in cui è inserito.
Il Compagno Adulto collabora con la famiglia dell’adolescente/giovane-adulto, senza sostituire o interferire con la loro funzione genitoriale e ponendosi a volte come mediatore tra la famiglia tessa l’equipe curante.

Come si articola il servizio?

Il servizio offerto dallo Studio Gaudium prevede la supervisione e il supporto dell’Operatore (educatore/terapista/psicologo) da parte di una psicoterapeuta con esperienza nel campo  dell’assistenza ad adolescenti/giovani adulti, con o senza disabilità che stila un progetto educativo con obiettivi a breve, medio e lungo termine.
Il progetto inizia con una valutazione clinica del funzionamento della persona e durante il percorso, della durata minima di 6 mesi, è previsto ogni mese un incontro di supervisione del lavoro psicoeducativo dell’Operatore da parte della Psicoterapeuta. La famiglia parallelamente svolge un parent training specifico ed ogni due mesi tutta l’equipe incontra la famiglia per supportare il nucleo e aggiornare la situazione e il piano educativo individualizzato.

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Lo studio di PSICOLOGIA “GAUDIUM” è coordinato dalla Prof.ssa/Dott.sa Tiziana GIUDICE, Psicologa Esperta dell’Età dello Sviluppo e dell’Educazione, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Causale, Docente A.C. di Tecniche d’Osservazione del Comportamento Infantile e Neuropsicologia Comportamentale – Università Europea di Roma.

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